Assemblee di Dio in Italia

Le “Assemblee di Dio in Italia” (da adesso ADI) sono un’organizzazione religiosa nata nel 1947 a Napoli in occasione di un convegno che riunì la maggioranza dei conduttori delle congregazioni pentecostali che già erano presenti in Italia a partire dal 1908 grazie all’attività missionaria svolta da Luigi Francescon, Giacomo Lombardi, Pietro Ottolini, Lucia Menna ed altri. Questi pionieri erano contrari alla nascita delle ADI, perché ritenevano che la creazione di una qualsiasi denominazione fosse contraria alla Bibbia e all’opera dello Spirito Santo. Secondo loro le chiese pentecostali italiane, che essi avevano fondato, avrebbero dovuto continuare in modo indipendente, pur collaborando tra loro, senza la necessità di creare una denominazione. Ma così non fu; anzi accadde esattamente il contrario. Ma cosa spinse la maggioranza dei conduttori pentecostali di allora a tradire i loro “padri nella fede” e a creare l’organizzazione religiosa ADI?

Le origini

Un ruolo fondamentale nella creazione delle ADI lo giocò un losco personaggio arrivato in modo misterioso dagli Stati Uniti che si chiamava Henry Hamilton Ness. Egli piombò all’improvviso, senza essere stato invitato e quando nessuno dei pentecostali italiani lo conosceva, al Convegno del 28-31 agosto 1946. Egli era accompagnato da Herman Parli, anche questi quasi sconosciuto ai pentecostali italiani di allora. Infatti, aveva ricevuto l’incarico delle “Assemblee di Dio Britanniche” di contattare le chiese pentecostali in Italia, e il suo primo contatto avvenne il 13 dicembre 1945 con i credenti di Roma(1).

Roberto Bracco(2) fu testimone oculare di quegli eventi e anche uno dei principali attori, perciò la sua testimonianza è una fonte primaria. Egli narra quello che visse in prima persona da una posizione privilegiata proprio per la taratura del personaggio. E così egli nel narrarci i fatti, parla prima del Convegno del 1945 e poi del Convegno del 1946 e della relativa “visita” di Henry H. Ness. Ascoltiamolo dalla sua diretta voce:

“Nel convegno del 1945 che poteva essere considerato nazionale, per la prima volta fu posto all’ordine del giorno il problema dell’organizzazione; la proposta veniva da quella che era allora l’unica chiesa di Palermo, ma a questa proposta la reazione immediata fu tanto massiccia da indurre i proponenti a ritirarla senza che fosse messa in discussione.

I fratelli giunti dal continente furono fra i primi e fra i più decisi ad opporsi al progetto e a convegno concluso i più soddisfatti di aver contribuito con la loro partecipazione a scongiurare il “pericolo (dell’organizzazione). Di fronte a questo fatto, appare almeno strano che soltanto alla distanza di un anno, e cioè nel convegno tenutosi a Roma nel 1946, la proposta venga presentata di nuovo, e non più da coloro che erano stati costretti a ritirarla, ma proprio da coloro che l’avevano respinta.

E se si tiene presente che quel Convegno fu presieduto dal fr. N. D.Gregorio, diacono di quella chiesa di Chicago guidata dal fr. L. Francescon, oppositore dichiarato dell’organizzazione, la cosa sembra tanto strana da apparire addirittura paradossale.

Tutto però può essere spiegato alla luce di due elementi; il movimento italiano aveva avuto, nel periodo fra i due convegni, contatti con fratellanze estere già organizzate e queste avevano esplicitamente consigliato di organizzarsi per poter affrontare, con il peso dell’organizzazione il problema della libertà religiosa. Il secondo elemento può essere indicato nell’arrivo proprio durante il convegno del 1946 del fr. H. Ness, di Seattle, che all’epoca era esponente non secondario delle Ass. of God degli Stati Uniti. Questo fratello, pastore di una grande comunità e direttore di una Scuola biblica fondata da lui stesso, era non soltanto assertore convinto dell’organizzazione, ma anche generoso e disinteressato consigliere per costituirla.

Il paradosso fu proprio accentuato dalla contemporanea presenza in quel convegno degli esponenti dell’inorganizzazione e dell’organizzazione e cioè dei fratelli Di Nicola e Ness; purtroppo la presenza e la parola del secondo prevalse su quella del primo e l’organizzazione incominciò la sua marcia(3).

A tutto questo bisogna aggiungere che Henry H. Ness terrà a Roma, dal 5 al 15 Agosto 1947, delle conferenze, che allora venivano chiamate “Conversazioni bibliche”, aventi come tema proprio: “il governo della chiesa e l’organizzazione”(4) proprio nel tentativo riuscito di persuadere i conduttori pentecostali.

Infatti, il nome della nuova denominazione fu mutuato dal rapporto d’intesa stipulato proprio in quel convegno con le Assemblee di Dio americane (Assemblies of God, USA) rappresentate proprio dal pastore H.H. Ness. I lavori di quel Convegno si tennero presso lo stabilimento calzaturificio della famiglia Melluso (nota azienda ancora oggi attiva e fondata, guarda caso, proprio nel 1945) e che fungeva anche da sede della locale comunità, mentre la sessione finale, in cui si verbalizzò l’atto costitutivo in “Assemblee di Dio in Italia”, si tenne lunedì 18 agosto (ossia dieci giorni dopo l’incontro riservato in Vaticano tra H. Ness e il Papa che si era tenuto venerdì 8 agosto) presso il tempio valdese di via D’uomo 275, Napoli. Il sito internet “Storia pentecostale” ha pubblicato il verbale costitutivo firmato da Umberto N. Gorietti presso lo studio notarile di Francesco De Luca, martedì 19 agosto 1947, repertorio 950, progressivo 544. Però tecnicamente non si può parlare ancora di “Assemblee di Dio in Italia” in quanto la Costituzione non era ancora entrata in vigore (cosa che avverrà il 1° gennaio 1948) per cui in materia religiosa e in riferimento alla questione della libertà di culto, i rapporti erano regolati dai “Patti Lateranensi” del 1929 secondo i quali il Cattolicesimo era l’unica religione di Stato mentre per tutte le altre erano regolate dalla legge n° 1159 del 29.6.1929 che si fondava sul principio della libera ammissione dei culti diversi dalla religione cattolica “purché non professino princìpi e non seguano riti contrari all’ordine pubblico o al buon costume”. Si può parlare ufficialmente di nascita delle “Assemblee di Dio in Italia” solo dopo l’entrata in vigore della Costituzione, e precisamente quando Umberto N. Gorietti, Roberto Bracco e Aurelio Pagano – rispettivamente presidente, segretario e tesoriere del “Consiglio Generale delle Chiese”, che allora si chiamava “Comitato esecutivo” –, registrarono la costituzione della nuova organizzazione religiosa, presso lo studio notarile di Carmelo Schillaci Ventura, a Roma, il 22 maggio del 1948. Non vorrei sbagliarmi ma non sarei sorpreso se la prima organizzazione religiosa ad aver usufruito dei diritti della Costituzione siano state proprio le ADI. Se non altro perché il reale autore (ghost writer) degli articoli XVII, XVIII e XIX della Costituzione, che trattano la materia della libertà religiosa, era stato proprio Frank Bruno Gigliotti un uomo a cui le ADI devono molto(5). Frank B. Gigliotti riveste, insieme ad Henry H. Ness, un ruolo fondamentale nella storia delle ADI. Era lui il vero burattinaio, dalla creazione delle ADI fino al riconoscimento della personalità giuridica e, probabilmente, anche oltre, dopo la sua morte, fino alle intese, per la forte influenza esercitata sulle istituzioni di allora da Licio Gelli, il maestro venerabile della loggia P2, che era stato iniziato alla massoneria e reclutato tra i servizi segreti americani proprio da Frank B. Gigliotti(6).

Fatti gravi nascosti

Vi sarebbe molto altro da dire ma se lo facessimo andremmo oltre le finalità della pagina. Sia chiaro, però, che dalla storiografia recente emerge una storia sostanzialmente diversa da quella ufficiale raccontata dalla denominazione e ripetuta in modo acritico dal CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) diretto dal prof. M. Introvigne. Insomma, quella che essi ci raccontano, e che poi altri “storici” continuano a ripetere pappagallescamente, anche in pubblicazioni recenti, senza alcun criterio scientifico e che troviamo pure su wikipedia, dove addirittura G. Lombardi viene dato come fondatore mentre era già morto da quattordici anni (sic!). In realtà la storia che le ADI vanno vendendo di se stessi è falsata; è una storia edulcorata da fatti gravi e importanti al punto che – come apprendiamo dal già citato sito internet “Storia Pentecostale” –, persino uno studioso pentecostale come Mark Hutchinson – già professore di storia del cristianesimo e del pentecostalismo all’University of Western Sydney e alla Cambridge University, in Gran Bretagna –, è costretto a riconoscere che la storia delle ADI così com’è stata raccontata fino ad oggi è una leggenda da ascriversi alla sfera della mitologia. Mark Hutchinson sarà pure un pentecostale ma perlomeno, a differenza degli “storici” italiani, mostra un minimo di onestà intellettuale.

In effetti l’associazione religiosa ADI sembra essere nata sotto gli auspici di personaggi legati a vario titolo alla massoneria, alla mafia e ai servizi segreti americani della Oss (poi CIA) come il Pastore Dott. Henry Hamilton Ness (delle Assemblies of God, USA) di cui abbiamo già parlato e che morirà suicida nel 1970;  come il Pastore Dott. Frank Bruno Gigliotti (della Presbiterian Church, USA), autore tra l’altro nel 1946 della “memoria difensiva” sui pentecostali stampata in milioni di copie e presentata anche all’allora ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Alberto Tarchiani; come il Pastore Dott. Charles Fama e altri personaggi legati all’ “American Committee for Religious Liberty in Italy” e  al “National Association of Evangelicals”, in quegli anni molto attivi in Italia come ci informano anche vari studiosi non evangelici, inclusi Ferdinando Imposimato, già presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, la Commissione parlamentare di inchiesta sulla loggia massonica P2 presieduta dall’On. Tina Anselmi e persino il gran Maestro del “Grande Oriente Democratico” Gioele Magaldi, giusto per citarne alcuni, da cui emerge un quadro abbastanza tetro di Frank B. Gigliotti (molto amico del primo presidente ADI, Umberto N. Gorietti), fatto di intrecci tra mafia, massoneria, servizi segreti, intrighi internazionali e persino con fortissimi indizi di collegamenti con fatti gravi sia della storia repubblicana del nostro Paese, come la strage di Portella della Ginestra, sia con fatti gravi di intrighi internazionali come l’omicidio del presidente americano John F. Kennedy(6). Frank B. Gigliotti ha rivestito un ruolo fondamentale non solo per le ADI ma anche nel gettare le fondamenta per la costruzione dell’Italia in chiave massonica come dice il massone Gianfranco Carpeoro.

Intrighi e inganni

Insomma quella delle ADI è una storia nata con l’inganno e continuata peggio. Ai credenti e ai conduttori pentecostali convenuti a quel convegno dell’agosto 1947 vennero nascoste molte cose. Ad esempio venne nascosto chi fossero realmente e quali attività svolgessero quei personaggi appena nominati e che definire loschi è solo un eufemismo; venne nascosto che pochi giorni prima, l’8 agosto con precisione, proprio mentre la sera teneva le sue conferenze a Roma con i conduttori pentecostali, Henry H. Ness si era incontrato la mattina con il Papa in Vaticano per pianificare la nascita delle ADI. Egli non disse nulla ai conduttori pentecostali di quell’incontro in Vaticano: La mattina si è incontrato con Papa Pio XII e la sera ha svolto il suo seminario ai conduttori pentecostali. Quale coerenza! Tale inganno ai danni di credenti e pastori pentecostali ignari di tutto ciò, incluso chi scrive, si è protratto per decenni, almeno fino al al 2012, anno in cui esce il volume “La Massoneria Smascherata” di G. Butindaro la cui pubblicazione apre il vaso di pandora.

Alto tradimento

La nascita delle ADI – come già alcuni attenti osservatori del fenomeno pentecostale hanno dichiarato –, rappresenta un tradimento storico e teologico del pentecostalismo delle origini. Storico per il taglio netto con le loro stesse radici rappresentati dai propri pionieri, com’e stato già detto, e dottrinale perché a partire dal 1947 cominciano ad entrare gradualmente, ma inesorabilmente, degli insegnamenti non solo sconosciuti al pentecostalismo delle origini ma che in molti casi gli stessi pionieri aborrivano. Il noto blogger evangelico Giacinto Butindaro, che da anni studia il fenomeno ADI, ha stilato una “lista delle eresie adiane” elencando ben 116 dottrine e pratiche ADI perverse aggiunte alla Sacra Scrittura. È per questo che uno dei nostri associati – già pastore ADI per oltre trent’anni ma pentecostale da tre generazioni –, nel raccontarci la sua esperienza, non ha esitato a parlare di un vero e proprio inganno perpetrato dalle ADI ai suoi danni e ai danni dei suoi antenati in un interessante articolo dal titolo: “Ingannate tre generazioni”.

Legalizzazione

Ad ogni modo, le ADI riusciranno a ottenere il riconoscimento giuridico come Ente Morale di Culto con D.P.R. del 5 dicembre 1959, n.1349, e, dopo quasi trent’anni, firmeranno un’intesa con lo Stato divenuta Legge 22 novembre 1988 n.517. Così oggi le ADI costituiscono la denominazione evangelica più numerosa e potente presente sul territorio italiano, con un patrimonio immobiliare di parecchie centinaia di milioni di euro.

Parlando di cifre, essi affermano di formare una popolazione evangelica di circa 100.000 persone (il CESNUR addirittura parla di 165.000 senza fornire alcuna fonte). In realtà sono settant’anni che affermano di essere centomila. Già nel dopoguerra diffondevano queste cifre. Possibile che non crescono, né diminuiscono? Mentivano allora o mentono adesso? Oppure si tratta di una cifra indicativa, arrotondata, per creare un impatto sull’opinione pubblica? Noi siamo persuasi, invece, che hanno sempre mentito e che si tratta di cifre volutamente gonfiate. Tale convinzione si basa sull’esperienza di nostri associati che hanno lavorato alla sede nazionale ADI e facevano lo sfoglio del censimento. Pertanto le nostre stime – basate sia sul racconto di ex pastori che ci hanno svelato il meccanismo menzognero del censimento, sia su contatti diretti sull’intero territorio nazionale i quali ci dicono del gran numero di fuoriusciti degli ultimi anni –, ci fanno propendere per una cifra più realistica che oscilla tra i 20.000 e i 30.000, ma non oltre.

Riflessioni conclusive

Al di là dei numeri, che abbiamo voluto riportare solo per accuratezza, questa è solo una sintesi della storia delle ADI perché vi sarebbe molto di più. Si tratta di una storia che andrebbe totalmente rivisitata da storici seri e intellettualmente onesti e non come quelli degli ultimi anni, afferenti alle ADI, i quali, nel tentativo (mal riuscito) di rispondere alle pesanti accuse di collusioni con massoneria e servizi segreti ne hanno mistificato i fatti, peggiorando ulteriormente l’immagine delle ADI.

Pertanto, al di là dei fatti storici qui solo accennati, riteniamo che le ADI siano un fenomeno religioso purtroppo non sufficientemente attenzionato dalle autorità costituite e i fatti denunciati da AVADI, ma non solo, sono solo la punta dell’iceberg. Basti considerare che l’ultimo rapporto ufficiale del Ministero dell’Interno sulle sètte religiose è vecchio di vent’anni, risale al 1998, e si è occupato solo di movimenti magico esoterici trascurando completamente quelli di stampo cosìddetto “cristiano”. Il nostro augurio è che le autorità costituite inizino ad interessarsi seriamente di questo fenomeno sèttario molto pericoloso perché più subdolo, camaleontico. Per la verità pare scorgere dei timidi segnali in questa direzione con la costituzione a partire dal dicembre del 2006, da parte del Ministero dell’Interno, della SAS – Squadra Anti Sètte –, così che è attivo presso la squadra mobile di ogni Questura un referente della SAS al fine di monitorare e indagare sul fenomeno delle sètte, raccogliere segnalazioni, esposti e denunce, ma c’è ancora molto da fare. Tutti ci auguriamo che questo sia solo il primo passo di un proficuo percorso a tutela dei cittadini, e per questo bisogna che si preghi per le autorità.

Note

  1. Roberto Bracco, Il risveglio pentecostale in Italia, stampato in proprio, Roma, p.18. Fruibile gratuitamente su internet.
  2. Roberto Bracco è considerato uno dei “padri” del Movimento Pentecostale Italiano. Egli ha scritto la prima bozza dello Statuto delle ADI, oltre ad essere stato il fondatore e il primo direttore dell’Istituto Biblico Italiano (IBI) e fondatore e primo direttore del “Risveglio Pentecostale”, l’organo ufficiale delle Chiese Evangeliche ADI.
  3. Roberto Bracco, La verità vi farà liberi, stampato in proprio, Roma, pp. 6, 7. Fruibile gratuitamente su internet.
  4. Risveglio Pentecostale, Anno II, 1947, n.1, p.11; The Pentecostal Evangel, 11 ottobre 1947, p.11.
  5. The Fabulous Frank Gigliotti, p.5 cit. in Giacinto Butindaro, La Massoneria Smascherata, stampato in proprio, Roma 2012, pp.455-456.
  6. Tina Anselmi (presidente), Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2 (Legge 23 settembre 1981, n. 527), Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, IX Legislatura, Doc. XXIII, n.2, p.11. Ferdinando Imposimato, La Repubblica delle stragi impunite, ed. Newton Compton, Roma 2012, pp.31. Ferdinando Imposimato, I 55 giorni che hanno cambiato l’Italia: Perché Aldo Moro doveva morire?, ed. Newton Compton, 2^ ed. Roma 2013, p.40. Sergio Flamigni, Trame Atlantiche. Storia della loggia massonica segreta P2, ed. Kaos, Milano 2014, pp.30-31. Angelo La Bella & Rosa Mecarolo, Portella della Ginestra: la strage che ha cambiato la storia d’Italia, ed. Teti, 2003, p.52. Gioele Magaldi, Massoni
, Società a responsabilità illimitata: La scoperta delle Ur-Lodges, ed. Chiarelettere, Milano 2014, pp. 47, 103, 220, 298-299, 410. Giacinto Butindaro, La Massoneria Smascherata, stampato in proprio, Roma 2012, pp. 365-804. Fruibile gratuitamente su internet. In lingua inglese segnaliamo: lo scrittore Terry Melanson, Frank Gigliotti: Minister, Freemason, OSS and CIA. Lo scrittore massone Leo Zagami, Confessions of an Illuminati, Volume II.