Chi Siamo

Entrare nelle “Assemblee di Dio in Italia” (ADI) non è difficile. Anche uscirne è possibile, almeno sulla carta. Il problema vero è quello che c’è in mezzo: pressioni psicologiche, soldi (tanti) elargiti all’organizzazione, sensi di colpa, intimidazioni, ricatti.

Perché un’associazione?

AVADI nasce proprio per dare voce a chi non ce l’ha, agli abusati da questa sètta. Purtroppo molto spesso le vittime non hanno nemmeno la forza per denunciare perché provano vergogna a raccontare i raggiri subiti entrando così in un circolo vizioso in cui l’abusante infierisce ancora di più. Altri non hanno la forza di denunciare a causa dei sensi di colpa che sorgono quando si rendono conto della trappola in cui erano caduti; altri ancora invece non ci riescono perché hanno paura di attirarsi l’ira di Dio perché attraverso manipolazione psicologica è stato fatto credere loro che “non bisogna toccare l’unto di Dio” (il pastore santone) e quindi sono stati intimiditi. Questa manipolazione assurda basata su un’interpretazione arbitraria, decontestaulizzata e senza alcun rispetto delle regole elementari di ermeneutica del brano biblico di 1Samuele 24, 7, è il nulla osta che consente ai capi della sètta di continuare indisturbati la loro opera malvagia. L’indottrinamento instillato nella mente degli adepti secondo cui “i panni sporchi si lavano in famiglia” e che “non bisogna toccare l’unto di Dio” con l’aggravante che se denunci ti attiri addosso le maledizioni di Dio sono alla radice dell’omertà radicata nelle “Assemblee di Dio in Italia” e, più in generale, nel mondo evangelico pentecostale. Questo spiega il muro di gomma che si trovano dinanzi anche gli inquirenti quando devono fronteggiare fatti gravi tra le chiese evangeliche pentecostali.
In questo contesto s’inserisce AVADI per essere una voce amica con cui dialogare, confidarsi, anche in modo anonimo se necessario, offrendo alle vittime consulenza biblica, psicologica e legale. AVADI si propone di essere anche una porta d’uscita per la riconquista di quella libertà perduta e il reinserimento nella società.

Cos’è AVADI?

AVADI è un’associazione senza scopo di lucro composta in gran parte da ex adepti della sètta delle “Assemblee di Dio in Italia” (semplici credenti, ma anche diaconi, consiglieri di chiesa e persino ex pastori) la cui fuoriuscita è stata contrassegnata da forti traumi, vite distrutte, famiglie divise con gravi danni economici e psicologici. Per questo AVADI possiede quelle conoscenze necessarie per fare conoscere il vero volto di questa sètta distruttiva e poter essere di aiuto alle vittime. In questo spazio internet troverete le denunce per gli abusi subiti, ma anche informazioni e consigli utili su come venire fuori e aiutare altri a uscire da questa trappola.
Purtroppo chi esce dalle ADI non sarà mai più la stessa persona, e l’esperienza lo segnerà per il resto della sua vita. Le vittime delle ADI hanno conosciuto maltrattamenti di varia natura, umiliazioni, inganni, manipolazioni psicologiche, isolamento, indottrinamento, false dottrine, coercizioni di vario genere che hanno prodotto gravi danni esistenziali, psicologici ed economici.

Come nasce AVADI?

L’Associazione nasce da un incontro del tutto “casuale” e spontaneo tra alcuni ex studenti dell’Istituto Biblico Italiano (IBI) – Istituto di formazione teologica delle ADI -, inclusi ex pastori, i quali, nel condividere le loro tristi esperienze, si sono accorti che tutte contenevano delle incredibili analogie: plagio, coercizione, manipolazione psicologica, inganno, intimidazione, abusi, ecc.. E così, dopo lunga riflessione e dopo aver valutato i danni psicologici ed economici causati dall’aver aderito a questa sètta religiosa distruttiva e averne successivamente parlato con altri non presenti a quel primo incontro, si è deciso di procedere alla creazione dell’associazione che ha finito per coinvolgere anche persone che pur non avendo mai fatto parte delle ADI sono state lo stesso danneggiate a motivo di familiari e/o amici caduti nella rete.

Quali sono gli obiettivi di AVADI?

  1. Informare l’opinione pubblica della cruda realtà che si cela dietro la bella facciata che mostrano di sé le “Assemblee di Dio in Italia” (A.D.I.), una denominazione religiosa pericolosa e non ancora sufficientemente esplorata dalla Squadra Anti sètte (SAS) della Polizia di Stato, mettendo a disposizione di media e giornalisti seri tutte le informazioni di cui hanno bisogno.
  2. Interagire con coloro che hanno lasciato, o sono in procinto di farlo, questa sètta (il cui numero cresce in modo esponenziale di giorno in giorno), scambiandoci le esperienze e trovare sostegno reciproco.
  3. Sostenere coloro che hanno lasciato, o sono in procinto di farlo ma non ci riescono, i quali hanno subito danni finanziari, morali, familiari, psicologici, esistenziali, ecc., offrendo loro tutti quegli strumenti di cui necessitano a tutela dei diritti fondamentali e della dignità dell’essere umano.
  4. Tutelare quegli individui e/o famiglie vittime della sètta, offrendo loro supporto psicologico, legale e biblico – attraverso la consulenza di figure professionali – consci che la conoscenza della verità rende liberi (Giovanni 8:32).
  5. Collaborare con altre associazioni similari e fare fronte unico contro il pericolo generale delle sètte religiose in Italia, perché molto spesso le vittime non hanno la forza per reagire.
  6. Lottare per il ripristino del reato di plagio e manipolazione mentale che da quando nel 1981 la Corte Costituzionale decise di abolire nella legislazione italiana, ha creato in Italia un preoccupante vuoto legislativo fornendo allo stesso tempo un grande spazio a persone e associazioni psico-religiose disoneste di abusare delle persone. Il diritto all’individualità, alla sanità mentale deve essere di tutti e chi abusa della mente altrui attraverso invisibili e criminose manipolazioni, deve essere punito come avviene in altri posti del mondo.

Qual è la missione di AVADI?

“Non capita tutti i giorni di vedere delle persone che hanno subito un torto e che cominciano a lottare per raddrizzarlo. Quest’Associazione è davvero un desiderio avveratosi; era ciò che avevamo osato sperare, da sempre: cioè che emergessero delle persone non disposte ad accettare la condizione di vittime come una specie di destino”.
Gianni Del Vecchio & Stefano Pitrelli, Autori di “Occulto Italia”.