STOP AL PLAGIO

Il plagio si basa su ciò che viene definito il “principio di coerenza”: quando qualcuno ti induce a commettere qualcosa che va contro i tuoi valori e i tuoi interessi, la tua parte razionale “colma” questa incoerenza conducendoti a credere che ciò che hai fatto sia ciò che ti piace. Molti di noi ex credenti della sètta religiosa “Assemblee di Dio in Italia” ne siamo stati vittime.

Indurre una persona ad agire contro se stessa è un atto lesivo della sua libertà. Non è accettabile che lo stato italiano, dopo il 1981, nonostante altre proposte giunte in Parlamento, lasci ancora questo vuoto normativo.

Si sottolinea che il Consiglio d’Europa, già con raccomandazione n. 1412 (1999) intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale; invitò a concretizzare i necessari interventi mediante la creazione di un osservatorio europeo finalizzato a facilitare lo scambio tra i centri nazionali; nella fattispecie richiese una speciale attenzione nei confronti delle persone più vulnerabili e in particolare dei minori (molto di noi AVADI siamo stati adescati nella sètta ancora minorenni); osservato che nella raccomandazione “State, religion, secularity and human rights” n. 1804 (2007) è peraltro evidenziato che “La libertà di religione è protetta dall’Articolo 9 della Convenzione Europea sui Diritti Umani e dall’Articolo 18 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani. Tali libertà non sono tuttavia illimitate: una religione la cui dottrina o pratica si scontri con altri diritti fondamentali sarà inaccettabile.

Ad ogni modo, le restrizioni che possono essere applicate a tali libertà sono quelle “previste dalla legge e sono necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza pubblica, per la protezione dell’ordine, della morale, e della salute pubblici, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui” (Articolo 9.2 della Convenzione). Gli Stati non possono nemmeno permettere la diffusione di principi religiosi che, se applicati, violerebbero i diritti umani.

Riassumiamo qui di seguito per chi non ne è conoscenza i fatti salienti degli ultimi anni a riguardo. In Italia, la sola Regione Friuli-Venezia Giulia ha approvato in data 31 maggio 2012 la legge regionale n. 11, recante “Norme per il sostegno e la piena libertà intellettuale, morale e psicologica dell’individuo”.

Ringraziando la dott.ssa Lorita Tinelli, ex presidente Cesap, partiamo dall’ultima proposta tutt’oggi disattesa e ne elenchiamo solo alcune altre rimaste inascoltate:

  • Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08835 Atto n. 4-08835 Pubblicato il 6 dicembre 2012, nella seduta n. 851.
  • Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-08062 presentata da MASSIMO DONADI lunedi’ 19 luglio 2010, seduta n.354 DONADI.
  • Proposta Dep. Farina nel settembre 2008 DDL n. 1644.
  • Proposta dal Sen. Caruso nel maggio 2008,DDL n. 569.
  • Proposta Dep. Pissicchio DDL n. 3225 del novembre 2007.
  • Proposta della Sen. Alberti Casellati prima firmataria del DDL n. 1777 – «Disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale» e successivamente accorpato al DDL 800 – approvato nel 2004 dalla Commissione Giustizia del Senato, poi dalla Commissione Sanità e da quella Affari Costituzionali, si arresta.
  • Proposta Dep. Milanese con il DDL n. 4718 del febbraio 2004, per l’introduzione dell’art. 613-bis, rubricato «Manipolazione mentale».

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